Per ora di un riassunto non se ne parla, se proprio sarà richiesto con una petizione scritta firmata dal condominio di ciascun utente, si potrebbe pensare a una piccola versione in latino contenente i primi 25 episodi.
Chapter 26 - Brothers' war, again! - Il numero uno di tutti i Demod
Spoiler
Il luogotenente della Dea della Maremma Alessio De' Bellucci cadde nuovamente su un ginocchio, con il sangue che zampillava fuori dalle numerose ferite e soprattutto, dal suo orgoglio ferito (una frase ad effetto, anche se normalmente gli orgogli non perdono sangue, a meno che non si tratti solo di un pregiudizio, e in questo caso direi "Orgoglio e Pregiudizio!"); la Morte reggeva a fatica la falce, il cappuccio tagliato via da un fendente dell'avversario era ormai stato dato per disperso dal proprietario, mentre sul petto si apriva una lunga ferita che univa la spalla destra al fianco sinistro.
-Massì, perchè ascoltare Gandhi, usate la violenza dai, diventate carne da macello!- si lamentò un vecchio sputando a terra, disapprovando l'atteggiamento dei due giovani.
Simone si appoggiò sulla falce scaricando su di essi i 3 chili che pesava.
-Sei diventato forte- acconsentì sorridendo.
-Stupido- rispose Alessio rialzandosi nonostante la fatica, -questo non è niente-.
-Tra poco inizierò a farti ferite più profonde- Morte.
-Non temo la tua falce- Alessio.
-La mancanza di paura può essere controproducente- Morte.
-Mia figlia ti prenderà in giro se dici frasi così profonde- Alessio.
-Ginevra? Ci finirà lei in qualcosa di profondo, tipo una buca di otto metri, se mi prenderà in giro- ribattè la Morte, pensando che comunque si stava vantando a vanvera dato che la fiorentina lo prendeva in giro in continuazione anche se respirava, e si trovava ancora molti metri sul livello del mare rispetto alla voragine in cui sarebbe dovuto stare.
Il luogotenente impugnò la sua spada, la cui elsa recava l'effige di un lupo azzurro e la cui lama era seghettata con quelle che sembravano delle piccole scaglie metalliche lungo il filo.
-Quella spada fa un male cane!- disse Simone indicando l'arma.
-La mia Stray è costruita per essere selvaggiamente letale, e comunque anche io ho visto falci rompersi contro il cotone!- Alessio.
-Ne parlerò col fornitore se la mia Karitori-ki dovesse rompersi- Simone.
Poi pensò di essere stato indelicato, prese la falce e le disse: -Mannò, piccina, noi staremo insieme per sempre-.
Alessio si scagliò all'attacco brandendo la sua Stray, urlando: -ridicola Morte!-
Simone parò il colpo con la falce rispondendo: -Padre di famiglia insulso-.
-C'è posta per voi!- Maria De Filippi.
-Dopo!- le rispose Alessio.
-Ho cambiato account!- le disse la Morte.
-Ma è posta cartacea!- protestò quella.
-Allora dai qua, che la uso quest'inverno per il camino e risparmio sulla legna- fece Simone prendendo le lettere e ficcandosele sotto la tunica; il luogotenente approfittò della distrazione per fargli volare via la falce di mano.
-Oh, ma che diavolo!- imprecò Simone.
-Se ti distrai, morirai- Alessio.
La Morte rise di gusto andando a raccogliere Karitori-ki e a comprare il giornale da un ragazzino con la sacca verde che ne vendeva lì vicino (a quanto pareva nessuno aveva paura di quei due individui che combattevano).
-Uccidere la Morte? Sounds interesting!- Simone.
-Non sottovalutarmi troppo- Alessio.
-Ormai ho visto come combatti, non c'è da preoccuparsi; ti facevo più forte per il grado che rivesti. Probabilmente la Maremma dà in omaggio le cariche dell'esercito con i pacchetti di caramelle- Simone.
-"Ti facevo più forte per il tuo grado"? Che sono, un termometro che mi giudichi in base alla temperatura?- Alessio.
-Non è quello che intendevo- Simone.
-Sdrammatizzavo. C'è qualcosa che ho tenuto nascosta a tutti, tranne che alla mia signora- Alessio.
-Hai una relazione con la Maremma? Non vedo come possa influenzare le sorti del duello, però ora ho capito perchè non hai protestato per il fatto che tua moglie sia stata esiliata in un'altra dimensione- Simone.
-Ma al diavolo Veronica e un'ipotetica relazione con la dea!- esclamò il fiorentino.
Si scoprì la spalla sinistra, dove era tatuato in carattere "comic sans ms" il numero "1".
Per chi non lo avesse capito è un colpo di scena.
-Tu... maledetto cheater schifoso- Simone.
-Esatto. Io sono diventato luogotenente, ho fatto carriera in fretta al servizio della terza divinità, ma prima ero (e lo sono ancora del resto) il numero uno di tutti i Decaduti, il migliore! Anche Veronica quando maremmadigievolveva in PyroVeronica perdeva in quarantacinque secondi contro di me, un guinnes world record!- Alessio.
Gli mostrò anche la medaglia del guinnes world record, su cui era incisa una dedica che recitava: "Ad Alessio con affetto, che vinse PyroVeronica in quarantacinque secondi battendo il precedente record dell'Uomo Tigre".
-Questo vuol dire che anche tu, come Letizia e Veronica, sei un demod, e che conoscevi l'Essere, il divino scorpion, un tempo...- Morte.
-Vorrei poter dire di no, ma è così- ammise Alessio.
-Ma perchè siete passati alla parte del nemico? Cioè, io di solito li stimo i cattivi, e sono decisamente più interessanti e affascinanti, ma la Dea della Maremma rasenta un'ipotetica divinità del terzo mondo- Simone.
Il luogotenente lanciò lontano la spada, poi alzò al cielo il braccio sinistro e il numero uno tatuato si illuminò d'argento.
-Tu, che getti lontano la tua spada in questo modo, non potrai mai usare davvero i suoi poteri, perchè non la rispetti- Simone.
-Sembri mio nonno, e l'è toshano anche lui. Mi hai chiesto perchè sono passato dalla parte della Dea? Per il potere! Alessio De' Bellucci, Signore e Numero Uno dei Demoderatori, maremmadigievolveee!- Alessio.
-Oddio, ma perchè si trasforma? Mica volevo offenderlo- pensò Simone ad alta voce.
Mentre l'avversario era avvolto di una nube grigia e faceva tremare la terra con l'energia rilasciata, il ragazzo che vendeva i giornali si avvicinò alla Morte.
-Ehm, signore...- ragazzo.
-Te l'ho già comprato il giornale, neanche ho fatto in tempo a leggerlo, non me ne serve un altro. Che c'è?- rispose brusco Simone mentre con una mano reggeva la falce e con l'altra si soffiava rumorosamente il naso, ora che aveva alcuni secondi per poterlo fare, e resistere fino a quel momento aveva rasentato l'inverosimile.
-Pensa di poterlo battere? Dopotutto è luogotenente e anche il primo dei leggendari demod...- ragazzo.
La Morte fissò la falce. Pensò che il ragazzo che vendeva i giornali fosse un fan di suo fratello, e pensò anche di ucciderlo per il nervoso, ma si trattenne.
-Non lo so- rispose.
-Ma io le ho lette tutte le cronache! Se muore non saranno più così belle- ragazzo.
-Adesso sì che mi piaci, ragazzino che vende i giornali vicino a luoghi pericolosi dove non passa nessuno, ma temo che solo tu la pensi così. Tu e Dante Alighieri- Morte.
-Ma Dante è morto da tempo- ragazzo.
Si aprì una voragine infernale vicino al ragazzo, dalla quale uscì il protagonista di Dante's Inferno indicando in malo modo il giovane con la sua falce infuocata mentre cavalcava Gerione.
-Fail- commentò la Morte osservando la scena senza sentirsi veramente partecipe.
-E chi può dirlo, magari Dante non è mai morto!- Roberto Giacobbo.
-Signore- insinuò il ragazzo, -non è che lei non lo uccide subito solo perchè è suo fratello?-
Il simbolo di ScivoloAnanas sulla mano di Simone iniziò a brillare a intermittenza.
-Ops, è partita la freccia a destra- Simone.
-Ma è come un segnalatore delle autovetture? E poi, perchè evita la domanda?- ragazzo.
La Morte diede ottanta centesimi al ragazzo, dicendo: -sono fatti miei. Questi soldi portali a Riccardo se dovessi vedere il luogotenente ergersi sulla mia carcassa-.
-Solo 80 centesimi?- ragazzo.
-Quanto vuoi che costi a Bologna l'accesso al bagno pubblico?- Simone.
-Nel 2011 ci sarà un piccolo aumento, fino a quindici euro- sindaco di Bologna.
-Addio meeting per quanto mi riguarda- concluse Simone avvicinandosi alla nube di fumo che si stava diradando.
Prima che potesse anche solo cercare con lo sguardo suo fratello, avvertì una vibrazione accanto a lui, e il braccio che reggeva la falce, il destro, si squarciò di lato con un guizzo di sangue; la Morte sgranò gli occhi, voltandosi a guardare dietro di lei.
-Lento. Troppo lento-.
Il luogotenente era ricoperto di lame argentate ovunque, lungo la schiena, sul petto, gli stessi capelli si erano drizzati in pericolosi strumenti di morte acuminati; non una sola parte del suo corpo era scoperta, tranne il volto, i cui occhi erano diventati di un freddo color acciaio. Le dita delle mani erano spade lunghe mezzo metro, dieci in tutto; evitare dieci di quei cosi sarebbe stato più difficile che trovare la valle incantata con i dinosauri per avere le foglie stella. Nelle mutande, visto il resto del corpo, meglio non sapere cos'era successo.
-Cosa diavolo ti ha fatto la Maremma? Sei diventato una lama vivente- fece la Morte cupa.
-Una lama? Doveva essere morto stecchito!- Izma de "Le follie dell'imperatore".
-Eh già, strano- Kronk.
-Non "lama", lama! Cioè sì, è uguale, ma diverso!- Simone.
-Ah beh, naturalmente- acconsentirono quelli senza capire che la differenza tra l'animale e l'arma affilata era ben più evidente di quelle parole confuse.
-Dillo che è incredibilmente affascinante- fece il luogotenente ignorando gli altri.
-Cavolo, sì- ammise l'altro invidioso.
-Sto per ucciderti, ex fratello. Contro la mia forma demod a piena potenza non hai scampo. Ventargento Sor Bellucci sta arrivando!- luogotenente.
-Massì, perchè ascoltare Gandhi, usate la violenza dai, diventate carne da macello!- si lamentò un vecchio sputando a terra, disapprovando l'atteggiamento dei due giovani.
Simone si appoggiò sulla falce scaricando su di essi i 3 chili che pesava.
-Sei diventato forte- acconsentì sorridendo.
-Stupido- rispose Alessio rialzandosi nonostante la fatica, -questo non è niente-.
-Tra poco inizierò a farti ferite più profonde- Morte.
-Non temo la tua falce- Alessio.
-La mancanza di paura può essere controproducente- Morte.
-Mia figlia ti prenderà in giro se dici frasi così profonde- Alessio.
-Ginevra? Ci finirà lei in qualcosa di profondo, tipo una buca di otto metri, se mi prenderà in giro- ribattè la Morte, pensando che comunque si stava vantando a vanvera dato che la fiorentina lo prendeva in giro in continuazione anche se respirava, e si trovava ancora molti metri sul livello del mare rispetto alla voragine in cui sarebbe dovuto stare.
Il luogotenente impugnò la sua spada, la cui elsa recava l'effige di un lupo azzurro e la cui lama era seghettata con quelle che sembravano delle piccole scaglie metalliche lungo il filo.
-Quella spada fa un male cane!- disse Simone indicando l'arma.
-La mia Stray è costruita per essere selvaggiamente letale, e comunque anche io ho visto falci rompersi contro il cotone!- Alessio.
-Ne parlerò col fornitore se la mia Karitori-ki dovesse rompersi- Simone.
Poi pensò di essere stato indelicato, prese la falce e le disse: -Mannò, piccina, noi staremo insieme per sempre-.
Alessio si scagliò all'attacco brandendo la sua Stray, urlando: -ridicola Morte!-
Simone parò il colpo con la falce rispondendo: -Padre di famiglia insulso-.
-C'è posta per voi!- Maria De Filippi.
-Dopo!- le rispose Alessio.
-Ho cambiato account!- le disse la Morte.
-Ma è posta cartacea!- protestò quella.
-Allora dai qua, che la uso quest'inverno per il camino e risparmio sulla legna- fece Simone prendendo le lettere e ficcandosele sotto la tunica; il luogotenente approfittò della distrazione per fargli volare via la falce di mano.
-Oh, ma che diavolo!- imprecò Simone.
-Se ti distrai, morirai- Alessio.
La Morte rise di gusto andando a raccogliere Karitori-ki e a comprare il giornale da un ragazzino con la sacca verde che ne vendeva lì vicino (a quanto pareva nessuno aveva paura di quei due individui che combattevano).
-Uccidere la Morte? Sounds interesting!- Simone.
-Non sottovalutarmi troppo- Alessio.
-Ormai ho visto come combatti, non c'è da preoccuparsi; ti facevo più forte per il grado che rivesti. Probabilmente la Maremma dà in omaggio le cariche dell'esercito con i pacchetti di caramelle- Simone.
-"Ti facevo più forte per il tuo grado"? Che sono, un termometro che mi giudichi in base alla temperatura?- Alessio.
-Non è quello che intendevo- Simone.
-Sdrammatizzavo. C'è qualcosa che ho tenuto nascosta a tutti, tranne che alla mia signora- Alessio.
-Hai una relazione con la Maremma? Non vedo come possa influenzare le sorti del duello, però ora ho capito perchè non hai protestato per il fatto che tua moglie sia stata esiliata in un'altra dimensione- Simone.
-Ma al diavolo Veronica e un'ipotetica relazione con la dea!- esclamò il fiorentino.
Si scoprì la spalla sinistra, dove era tatuato in carattere "comic sans ms" il numero "1".
Per chi non lo avesse capito è un colpo di scena.
-Tu... maledetto cheater schifoso- Simone.
-Esatto. Io sono diventato luogotenente, ho fatto carriera in fretta al servizio della terza divinità, ma prima ero (e lo sono ancora del resto) il numero uno di tutti i Decaduti, il migliore! Anche Veronica quando maremmadigievolveva in PyroVeronica perdeva in quarantacinque secondi contro di me, un guinnes world record!- Alessio.
Gli mostrò anche la medaglia del guinnes world record, su cui era incisa una dedica che recitava: "Ad Alessio con affetto, che vinse PyroVeronica in quarantacinque secondi battendo il precedente record dell'Uomo Tigre".
-Questo vuol dire che anche tu, come Letizia e Veronica, sei un demod, e che conoscevi l'Essere, il divino scorpion, un tempo...- Morte.
-Vorrei poter dire di no, ma è così- ammise Alessio.
-Ma perchè siete passati alla parte del nemico? Cioè, io di solito li stimo i cattivi, e sono decisamente più interessanti e affascinanti, ma la Dea della Maremma rasenta un'ipotetica divinità del terzo mondo- Simone.
Il luogotenente lanciò lontano la spada, poi alzò al cielo il braccio sinistro e il numero uno tatuato si illuminò d'argento.
-Tu, che getti lontano la tua spada in questo modo, non potrai mai usare davvero i suoi poteri, perchè non la rispetti- Simone.
-Sembri mio nonno, e l'è toshano anche lui. Mi hai chiesto perchè sono passato dalla parte della Dea? Per il potere! Alessio De' Bellucci, Signore e Numero Uno dei Demoderatori, maremmadigievolveee!- Alessio.
-Oddio, ma perchè si trasforma? Mica volevo offenderlo- pensò Simone ad alta voce.
Mentre l'avversario era avvolto di una nube grigia e faceva tremare la terra con l'energia rilasciata, il ragazzo che vendeva i giornali si avvicinò alla Morte.
-Ehm, signore...- ragazzo.
-Te l'ho già comprato il giornale, neanche ho fatto in tempo a leggerlo, non me ne serve un altro. Che c'è?- rispose brusco Simone mentre con una mano reggeva la falce e con l'altra si soffiava rumorosamente il naso, ora che aveva alcuni secondi per poterlo fare, e resistere fino a quel momento aveva rasentato l'inverosimile.
-Pensa di poterlo battere? Dopotutto è luogotenente e anche il primo dei leggendari demod...- ragazzo.
La Morte fissò la falce. Pensò che il ragazzo che vendeva i giornali fosse un fan di suo fratello, e pensò anche di ucciderlo per il nervoso, ma si trattenne.
-Non lo so- rispose.
-Ma io le ho lette tutte le cronache! Se muore non saranno più così belle- ragazzo.
-Adesso sì che mi piaci, ragazzino che vende i giornali vicino a luoghi pericolosi dove non passa nessuno, ma temo che solo tu la pensi così. Tu e Dante Alighieri- Morte.
-Ma Dante è morto da tempo- ragazzo.
Si aprì una voragine infernale vicino al ragazzo, dalla quale uscì il protagonista di Dante's Inferno indicando in malo modo il giovane con la sua falce infuocata mentre cavalcava Gerione.
-Fail- commentò la Morte osservando la scena senza sentirsi veramente partecipe.
-E chi può dirlo, magari Dante non è mai morto!- Roberto Giacobbo.
-Signore- insinuò il ragazzo, -non è che lei non lo uccide subito solo perchè è suo fratello?-
Il simbolo di ScivoloAnanas sulla mano di Simone iniziò a brillare a intermittenza.
-Ops, è partita la freccia a destra- Simone.
-Ma è come un segnalatore delle autovetture? E poi, perchè evita la domanda?- ragazzo.
La Morte diede ottanta centesimi al ragazzo, dicendo: -sono fatti miei. Questi soldi portali a Riccardo se dovessi vedere il luogotenente ergersi sulla mia carcassa-.
-Solo 80 centesimi?- ragazzo.
-Quanto vuoi che costi a Bologna l'accesso al bagno pubblico?- Simone.
-Nel 2011 ci sarà un piccolo aumento, fino a quindici euro- sindaco di Bologna.
-Addio meeting per quanto mi riguarda- concluse Simone avvicinandosi alla nube di fumo che si stava diradando.
Prima che potesse anche solo cercare con lo sguardo suo fratello, avvertì una vibrazione accanto a lui, e il braccio che reggeva la falce, il destro, si squarciò di lato con un guizzo di sangue; la Morte sgranò gli occhi, voltandosi a guardare dietro di lei.
-Lento. Troppo lento-.
Il luogotenente era ricoperto di lame argentate ovunque, lungo la schiena, sul petto, gli stessi capelli si erano drizzati in pericolosi strumenti di morte acuminati; non una sola parte del suo corpo era scoperta, tranne il volto, i cui occhi erano diventati di un freddo color acciaio. Le dita delle mani erano spade lunghe mezzo metro, dieci in tutto; evitare dieci di quei cosi sarebbe stato più difficile che trovare la valle incantata con i dinosauri per avere le foglie stella. Nelle mutande, visto il resto del corpo, meglio non sapere cos'era successo.
-Cosa diavolo ti ha fatto la Maremma? Sei diventato una lama vivente- fece la Morte cupa.
-Una lama? Doveva essere morto stecchito!- Izma de "Le follie dell'imperatore".
-Eh già, strano- Kronk.
-Non "lama", lama! Cioè sì, è uguale, ma diverso!- Simone.
-Ah beh, naturalmente- acconsentirono quelli senza capire che la differenza tra l'animale e l'arma affilata era ben più evidente di quelle parole confuse.
-Dillo che è incredibilmente affascinante- fece il luogotenente ignorando gli altri.
-Cavolo, sì- ammise l'altro invidioso.
-Sto per ucciderti, ex fratello. Contro la mia forma demod a piena potenza non hai scampo. Ventargento Sor Bellucci sta arrivando!- luogotenente.
Chapter 27 - The Rise of Maremma
Spoiler
La Dea della Maremma avanzò lungo la stanza avvolta dallo stesso bagliore che Ginevra aveva visto adornare l'Un, ma meno intenso, e più tendente al verde; i suoi abiti erano verdi anch'essi, di una tonalità molto chiara, e i lunghi capelli corvini le ricadevano lungo i fianchi. Forse erano i suoi capelli la causa dell'alleanza con il duca di Corvosanto, per via del termine "corvino", se avrò abbastanza fondi aprirò un'inchiesta al riguardo.
La terza divinità brandiva l'enorme ascia a doppia lama con una sola mano, nonostante qualunque altro essere umano avrebbe avuto necessità di usarle entrambe e nel caso di Ginevra sarebbe stato necessario richiedere l'assistenza per gli invalidi. I servitori lanciarono via le pentole di confetti e fuggirono impazziti, mentre il duca rifletteva se fosse dignitoso metterseli a mangiare per terra, tanto erano buoni; il servo più coraggioso chiese alla Maremma se sarebbe rimasta a pranzo.
-Oggi abbiamo dell'ottimo manzo- azzardò il vassallo.
-Toscano?- chiese la dea.
-Li importiamo dalla Palestina, veramente, c'è la svendita negli ultimi tempi- vassallo.
-Che schifo, vattene o quello che resterà di te potrà essere confuso con le interiora di un manzo. Un manzo toscano- Maremma.
Ginevra indicò il nemico esclamando: -la Maremma maiala!-
Riccardo le si gettò addosso gridando: -non è il caso!-
-Lasciami, è l'occasione giusta per farla finita una volta per tutte- Ginevra.
-Tutte per una volta, una volta per tutte!- tre moschettieri.
La Dea della Maremma rise mettendosi l'ascia in spalla, che evidentemente doveva avere un rinforzo in amianto sotto la veste per poterne tollerare il peso.
-Piccola fiorentina insulsa, se riesci anche solo a farmi un graffio ti pago gli studi a Londra- Maremma.
-Secondo te mi sforzo di viaggiare e andare a vivere a Londra? O forse ti sembro una che studia?- Ginevra.
-Nessuno è perfetto- Riccardo.
-Beh, parliamone- fece scettico il Duca osservando se stesso in uno specchio di cristallo e d'oro.
-Duca di Corvosanto, sei un traditore! Credevamo che tu fossi dalla nostra parte!- Riccardo.
-Buffone!- Ginevra.
-Ma Gine, tu hai mangiato tutto quello che ti ha offerto- obbiettò Riccardo.
-Non badiamo a queste piccolezze- Ginevra.
-Allora lo ammetti tu stessa che sei bassa- ironizzò la Maremma.
Il duca alzò le mani per chiedere il silenzio mentre faceva rientrare il suo milotic nella pokèball.
-Traditore avete detto? Mi piace! Ad ogni modo, premesso che i buoni abbiano così poco fascino, io non ho mai detto di essere vostro alleato- duca.
-E' colpa tua- disse Ginevra a Riccardo.
-E perchè?- Riccardo.
-Non lo so- Ginevra.
-Tommaso Giovanni sapeva che sareste arrivati qui nel santo ducato; quello che non sapevo è che aveva già ritrovato il Cristallo dello Scorpione- Maremma.
-Alla mia età non posso mica ricordarmi dove metto ogni singolo fermacarte, scusa!- si lamentò con voce triste il duca.
-Dov'è Simone quando serve?- Ginevra.
-Gli avevo detto di restare entro il mio campo visivo...- Riccardo.
La Dea della Maremma volse lo sguardo oltre una finestra nel dire: -probabilmente siete troppo limitati per accorgervene, ma avverto due energie discretamente elevate che si scontrano non troppo lontano da qui-.
-Sicuramente se la starà prendendo con delle formiche indifese quel bullo- Ginevra.
-Indifese?- fece Riccardo mentre le formiche lo catturavano e se lo trascinavano via verso l'uscita.
-Oddio, ferme, rapitelo dopo che c'è un discorso importante in atto- Ginevra.
-Se la sta vedendo contro il mio luogotenente- Maremma.
-Che poi una volta era anche mio padre, ma l'ho perso di vista o è scaduta la garanzia, non ricordo bene- Ginevra.
-Dovremo vedercela noi con la terza divinità, Simone non farà in tempo- Riccardo.
-Come al solito- Ginevra.
-E per fortuna, quell'individuo è privo di stile- disse il duca mangiando un confetto rosso; -bleah, paprika; che gusti son questi-.
-Ha ordinato di comprare tutti i gusti esistenti e tre inventati da noi- protestò un servo.
-Quali sarebbero quelli inventati?- duca.
-Confetto viola al gusto di Gengar, bianco al sudario iracheno, e blu puffo- servo.
-Sicuro che il blu sia al gusto di puffo?- chiese il duca reggendosi la cerniera dei pantaloni.
-Ecco... sì e no, ma non dica nulla, ci sono i bambini- servo.
-Sento che mi si sta bloccando la crescita- Ginevra.
La Dea della Maremma avanzò verso Riccardo, dicendo: -dammelo-.
-Wooooo, le rivelazioni hot della Maremma!- Ginevra.
-Che volgarità, che volgarità- duca.
-Bello, tutto molto bello- Roberta cercando disperatamente, ma con convinzione, l'uomo invisibile.
-In effetti se specifichiamo i complementi oggetto siamo tutti più felici- Riccardo.
-Suvvia, mi riferisco al Cristallo dello Scorpione; dammelo e vi spezzerò il collo senza farvi soffrire- Maremma.
-Mi sfugge il passaggio in cui non si prova dolore- Riccardo.
-Quanta generosità hanno gli dei, mi commuovo- pianse il duca prendendo un fazzoletto ricamato dai prestigiosi ricamatori di fazzoletti di Costantinopoli.
-Accetta diamine, è un affare!- gridò Ginevra all'amico.
Riccardo si portò le mani dietro alla schiena, poi mostrò i pugni dicendo: -alla mano di papà, dove sta, qui o qua?-
-Fu così che la nostra possibilità di vittoria salì al 50%- Ginevra.
-Che indecisione... la mano destra, dai- Maremma.
-Eh no, mi dispiace- sorrise Riccardo mostrando il palmo vuoto.
-In effetti ci vuole coraggio a sbagliare, c'è anche la coda dello scorpione che esce fuori dal pugno sinistro- duca; ma Ginevra non li seguiva più, troppo intenta a fissare una macchia sul soffitto.
La dea levò l'ascia contro il predestinato.
-Dammi quel cristallo- ordinò.
-Non sai perdere- Riccardo.
-Anche se combatteste insieme, anche se foste in dieci, non avreste possibilità contro di me- Maremma.
-Vediamo come te la cavi contro il potere ancestrale- la sfidò Riccardo iniziando a emanare luce bianca.
-Vuole trasformarsi nell'angelo con i libri alla cintura- Ginevra.
-Ve l'hanno mai detto che i vostri poteri sono più ridicoli dei Tokio Hotel? Quel ragazzo dev'essere pazzo- commentò il duca riferendosi al bolognese.
La Dea della Maremma si limitò a picchiettare il dito con disinvoltura sulla spalla di Riccardo, per quattro volte, mentre questi iniziava a trasformarsi; ogni volta che toccava il suo corpo mormorava una parola, per una frase finale che suonò come: -un, due, tre... stella-.
Pronunciando il vocabolo "stella", al posto del terzo predestinato restò una sua statua di pietra a grandezza naturale.
-Oh... mio dio in cui non credo- Ginevra.
-Ti riferisci alla macchia sul soffitto o al fatto che Riccardo sia diventato una statua da giardino poco aggraziata?- duca.
-La macchia mi ha cambiato la vita ma...- disse la fiorentina avanzando fino a sfiorare quello che fino a pochi secondi prima era Riccardo, -lui era mio amico-.
-Il tuo amico credeva di poter sfiorare un dio solo per essere riuscito a sconfiggere la seconda demoderatrice PyroVeronica? Quanta arroganza!- esclamò la Maremma raccogliendo da terra il Cristallo dello Scorpione; -gliel'ho fatto cadere di mano e probabilmente neppure se n'è accorto, i vostri movimenti, i vostri sensi, sono talmente inferiori da sembrarmi tanti piccoli Purogeli-.
-Ah, si? E io esco da questo topic, addio- Purogelo.
Ginevra fissò l'espressione dell'amico pietrificato, il sorriso sicuro che aveva preceduto l'inizio di quella trasformazione mai compiuta, che non avrebbe mai potuto portare a termine.
Si voltò a fissare la dea con gli occhi velati.
-Ti ucciderò per questo. Setussebuhodillo!- Ginevra.
Le fiamme nere l'avvolsero mentre si scagliava contro il nemico, che tuttavia restò fermo. Ginevra colpì la dea in pieno viso, ma un soffio di vento le avrebbe fatto più danni probabilmente.
-Dovevo prendere Actimel!- gridò prima di essere scagliata contro la parete, con un impatto tanto forte da dissolvere le fiamme nere.
-Due dei miei migliori demod sconfitti da voi... grazie che i Maya prevedono la fine del mondo fra due anni- concluse la Dea della Maremma aprendo un portale con un cenno della mano. La fiorentina riuscì a rialzarsi usando un crick per la macchina che aveva rubato al duca, lo provava il fatto che fosse d'oro massiccio. Nonostante fosse solo stata sbattuta al muro, il colpo era stato spaventoso.
-Perchè... non mi uccidi?- chiese ansimando.
La terza divinità si voltò a fissarla prima di attraversare il portale; con la mano destra scorreva il manico della Toscan Axe.
-Altri che valgono molto più di te ho da uccidere, predestinata. Voi non siete un problema, in fondo mi sbagliavo- rispose; poi attraverò il passaggio dimensionale che si richiuse dietro di lei.
E nella stanza scese il silenzio.
Il duca di Corvosanto si rimise a sedere sulla sua comoda poltrona, fumando con disinvoltura dalla sua pipa.
-Ah, bel guaio- disse.
-Bel guaio? Ha ucciso Riccardo! Ucciderà anche l'admin di Acl e conquisterà due mondi! Per colpa tua- disse Ginevra con odio.
-Non dare a me la colpa della tua debolezza, ho solo perso un fermacarte, posso comprartene un altro su ebay quando vuoi- duca.
-Ma a me serviva quello!- Ginevra.
-Sei troppo difficile, fino a un momento fa neppure sapevi della sua esistenza. La Maremma è una vecchia amica di famiglia, da piccola giocavamo con gli aquiloni insieme. Beh, per la verità a me piaceava rincorrerli, ci hanno fatto anche un libro, "il cacciatore di aquiloni". Poi i miei genitori decisero che non dovevamo più frequentarci. Aveva iniziato a dare fuoco ai giochi degli altri bambini, e da grande ora è diventata una dea che vuole conquistare i mondi, eccetera, eccetera, e tanta altra roba noiosa che solo a voi può interessare- duca.
Tommaso Giovanni si avvicinò alla statua di pietra di Riccardo.
-Eh- sospirò.
-Che tecnica era quella?- chiese la fiorentina.
-Quella con cui l'ha pietrificato? E' il potere della Maremma, ogni divinità ne ha uno in verità; l'Un ad esempio governa l'Arte del Pedobear, la usò a casa tua per farti fuggire da tuo padre. Questo è l'"Un-Due-Tre stella toscano"- duca.
-Quando ci giocavo da piccola nessuno è mai diventato di pietra- Ginevra.
-Ne sei sicura? E tutti gli gnomi da giardino? Secondo te la gente li compra così?- duca.
-E' vero! Ma allora una volta erano vivi, nono sono dei semplici pupazzi...- Ginevra.
-Esattamente. Ad ogni modo, questa è la tecnica della Maremma, basta toccare prima tre volte l'avversario, e alla quarta diventa di pietra. Per sempre- duca.
-Ennò per sempre- protestò Ginevra.
-In effetti hai ragione, ma potresti considerarlo morto per evitare spiacevoli ripercussioni emotive- duca.
-Come si fa a farlo tornare com'era prima?- Ginevra.
-Usa una mia foto, shock anafilattico e via la roccia- Giulia Coco.
-Dai, seriamente, lo so che le tue foto sciolgono i sassi- Ginevra.
-Metti la statua vicino allo Yeti e preghi il dio Azteco Queztalcoatl. Testato personalmente, riporta in vita la gente pietrificata- Giacobbo.
-Questo mi piace di più, è anche più facile da realizzare- Ginevra.
-Sì, peccato che non esistano nè lo Yeti nè Queztalcoatl. Io credo solo nei Corvisanti- duca.
-Zitto! Zitto!- urlò Giacobbo correndo via mentre piangeva.
-Ad ogni modo, Riccardo tornerà in vita solo se la Maremma verrà sconfitta- duca.
Ginevra fissò la statua dell'amico.
-Puoi aprire un portale per Animalcrossinglife?- chiese.
-Ho soldi, tesori, grazie divine all'occorrenza; posso fare tutto quello che vuoi- duca.
-Puoi battere un fiore a prato fiorito? Puoi far diventare famosa la sezione della star road sul forum?- Ginevra.
-Toglierei obiettivi decenti da raggiungere a buona parte dell'umanità- concluse il duca facendosi portare da un servo la prima uscita del nuovo fascicolo mensile "monta anche tu un portale dimensionale, ma fatti assistere da un adulto!"
Ginevra si avvicinò ad una finestra, in parte triste, in parte rianimata dalla nuova speranza.
Si poteva aprire un altro portale. Non tutto era perduto.
-Dov'è quel dannato pescarese nell'unico momento in cui davvero potrebbe servirmi- mormorò.
La terza divinità brandiva l'enorme ascia a doppia lama con una sola mano, nonostante qualunque altro essere umano avrebbe avuto necessità di usarle entrambe e nel caso di Ginevra sarebbe stato necessario richiedere l'assistenza per gli invalidi. I servitori lanciarono via le pentole di confetti e fuggirono impazziti, mentre il duca rifletteva se fosse dignitoso metterseli a mangiare per terra, tanto erano buoni; il servo più coraggioso chiese alla Maremma se sarebbe rimasta a pranzo.
-Oggi abbiamo dell'ottimo manzo- azzardò il vassallo.
-Toscano?- chiese la dea.
-Li importiamo dalla Palestina, veramente, c'è la svendita negli ultimi tempi- vassallo.
-Che schifo, vattene o quello che resterà di te potrà essere confuso con le interiora di un manzo. Un manzo toscano- Maremma.
Ginevra indicò il nemico esclamando: -la Maremma maiala!-
Riccardo le si gettò addosso gridando: -non è il caso!-
-Lasciami, è l'occasione giusta per farla finita una volta per tutte- Ginevra.
-Tutte per una volta, una volta per tutte!- tre moschettieri.
La Dea della Maremma rise mettendosi l'ascia in spalla, che evidentemente doveva avere un rinforzo in amianto sotto la veste per poterne tollerare il peso.
-Piccola fiorentina insulsa, se riesci anche solo a farmi un graffio ti pago gli studi a Londra- Maremma.
-Secondo te mi sforzo di viaggiare e andare a vivere a Londra? O forse ti sembro una che studia?- Ginevra.
-Nessuno è perfetto- Riccardo.
-Beh, parliamone- fece scettico il Duca osservando se stesso in uno specchio di cristallo e d'oro.
-Duca di Corvosanto, sei un traditore! Credevamo che tu fossi dalla nostra parte!- Riccardo.
-Buffone!- Ginevra.
-Ma Gine, tu hai mangiato tutto quello che ti ha offerto- obbiettò Riccardo.
-Non badiamo a queste piccolezze- Ginevra.
-Allora lo ammetti tu stessa che sei bassa- ironizzò la Maremma.
Il duca alzò le mani per chiedere il silenzio mentre faceva rientrare il suo milotic nella pokèball.
-Traditore avete detto? Mi piace! Ad ogni modo, premesso che i buoni abbiano così poco fascino, io non ho mai detto di essere vostro alleato- duca.
-E' colpa tua- disse Ginevra a Riccardo.
-E perchè?- Riccardo.
-Non lo so- Ginevra.
-Tommaso Giovanni sapeva che sareste arrivati qui nel santo ducato; quello che non sapevo è che aveva già ritrovato il Cristallo dello Scorpione- Maremma.
-Alla mia età non posso mica ricordarmi dove metto ogni singolo fermacarte, scusa!- si lamentò con voce triste il duca.
-Dov'è Simone quando serve?- Ginevra.
-Gli avevo detto di restare entro il mio campo visivo...- Riccardo.
La Dea della Maremma volse lo sguardo oltre una finestra nel dire: -probabilmente siete troppo limitati per accorgervene, ma avverto due energie discretamente elevate che si scontrano non troppo lontano da qui-.
-Sicuramente se la starà prendendo con delle formiche indifese quel bullo- Ginevra.
-Indifese?- fece Riccardo mentre le formiche lo catturavano e se lo trascinavano via verso l'uscita.
-Oddio, ferme, rapitelo dopo che c'è un discorso importante in atto- Ginevra.
-Se la sta vedendo contro il mio luogotenente- Maremma.
-Che poi una volta era anche mio padre, ma l'ho perso di vista o è scaduta la garanzia, non ricordo bene- Ginevra.
-Dovremo vedercela noi con la terza divinità, Simone non farà in tempo- Riccardo.
-Come al solito- Ginevra.
-E per fortuna, quell'individuo è privo di stile- disse il duca mangiando un confetto rosso; -bleah, paprika; che gusti son questi-.
-Ha ordinato di comprare tutti i gusti esistenti e tre inventati da noi- protestò un servo.
-Quali sarebbero quelli inventati?- duca.
-Confetto viola al gusto di Gengar, bianco al sudario iracheno, e blu puffo- servo.
-Sicuro che il blu sia al gusto di puffo?- chiese il duca reggendosi la cerniera dei pantaloni.
-Ecco... sì e no, ma non dica nulla, ci sono i bambini- servo.
-Sento che mi si sta bloccando la crescita- Ginevra.
La Dea della Maremma avanzò verso Riccardo, dicendo: -dammelo-.
-Wooooo, le rivelazioni hot della Maremma!- Ginevra.
-Che volgarità, che volgarità- duca.
-Bello, tutto molto bello- Roberta cercando disperatamente, ma con convinzione, l'uomo invisibile.
-In effetti se specifichiamo i complementi oggetto siamo tutti più felici- Riccardo.
-Suvvia, mi riferisco al Cristallo dello Scorpione; dammelo e vi spezzerò il collo senza farvi soffrire- Maremma.
-Mi sfugge il passaggio in cui non si prova dolore- Riccardo.
-Quanta generosità hanno gli dei, mi commuovo- pianse il duca prendendo un fazzoletto ricamato dai prestigiosi ricamatori di fazzoletti di Costantinopoli.
-Accetta diamine, è un affare!- gridò Ginevra all'amico.
Riccardo si portò le mani dietro alla schiena, poi mostrò i pugni dicendo: -alla mano di papà, dove sta, qui o qua?-
-Fu così che la nostra possibilità di vittoria salì al 50%- Ginevra.
-Che indecisione... la mano destra, dai- Maremma.
-Eh no, mi dispiace- sorrise Riccardo mostrando il palmo vuoto.
-In effetti ci vuole coraggio a sbagliare, c'è anche la coda dello scorpione che esce fuori dal pugno sinistro- duca; ma Ginevra non li seguiva più, troppo intenta a fissare una macchia sul soffitto.
La dea levò l'ascia contro il predestinato.
-Dammi quel cristallo- ordinò.
-Non sai perdere- Riccardo.
-Anche se combatteste insieme, anche se foste in dieci, non avreste possibilità contro di me- Maremma.
-Vediamo come te la cavi contro il potere ancestrale- la sfidò Riccardo iniziando a emanare luce bianca.
-Vuole trasformarsi nell'angelo con i libri alla cintura- Ginevra.
-Ve l'hanno mai detto che i vostri poteri sono più ridicoli dei Tokio Hotel? Quel ragazzo dev'essere pazzo- commentò il duca riferendosi al bolognese.
La Dea della Maremma si limitò a picchiettare il dito con disinvoltura sulla spalla di Riccardo, per quattro volte, mentre questi iniziava a trasformarsi; ogni volta che toccava il suo corpo mormorava una parola, per una frase finale che suonò come: -un, due, tre... stella-.
Pronunciando il vocabolo "stella", al posto del terzo predestinato restò una sua statua di pietra a grandezza naturale.
-Oh... mio dio in cui non credo- Ginevra.
-Ti riferisci alla macchia sul soffitto o al fatto che Riccardo sia diventato una statua da giardino poco aggraziata?- duca.
-La macchia mi ha cambiato la vita ma...- disse la fiorentina avanzando fino a sfiorare quello che fino a pochi secondi prima era Riccardo, -lui era mio amico-.
-Il tuo amico credeva di poter sfiorare un dio solo per essere riuscito a sconfiggere la seconda demoderatrice PyroVeronica? Quanta arroganza!- esclamò la Maremma raccogliendo da terra il Cristallo dello Scorpione; -gliel'ho fatto cadere di mano e probabilmente neppure se n'è accorto, i vostri movimenti, i vostri sensi, sono talmente inferiori da sembrarmi tanti piccoli Purogeli-.
-Ah, si? E io esco da questo topic, addio- Purogelo.
Ginevra fissò l'espressione dell'amico pietrificato, il sorriso sicuro che aveva preceduto l'inizio di quella trasformazione mai compiuta, che non avrebbe mai potuto portare a termine.
Si voltò a fissare la dea con gli occhi velati.
-Ti ucciderò per questo. Setussebuhodillo!- Ginevra.
Le fiamme nere l'avvolsero mentre si scagliava contro il nemico, che tuttavia restò fermo. Ginevra colpì la dea in pieno viso, ma un soffio di vento le avrebbe fatto più danni probabilmente.
-Dovevo prendere Actimel!- gridò prima di essere scagliata contro la parete, con un impatto tanto forte da dissolvere le fiamme nere.
-Due dei miei migliori demod sconfitti da voi... grazie che i Maya prevedono la fine del mondo fra due anni- concluse la Dea della Maremma aprendo un portale con un cenno della mano. La fiorentina riuscì a rialzarsi usando un crick per la macchina che aveva rubato al duca, lo provava il fatto che fosse d'oro massiccio. Nonostante fosse solo stata sbattuta al muro, il colpo era stato spaventoso.
-Perchè... non mi uccidi?- chiese ansimando.
La terza divinità si voltò a fissarla prima di attraversare il portale; con la mano destra scorreva il manico della Toscan Axe.
-Altri che valgono molto più di te ho da uccidere, predestinata. Voi non siete un problema, in fondo mi sbagliavo- rispose; poi attraverò il passaggio dimensionale che si richiuse dietro di lei.
E nella stanza scese il silenzio.
Il duca di Corvosanto si rimise a sedere sulla sua comoda poltrona, fumando con disinvoltura dalla sua pipa.
-Ah, bel guaio- disse.
-Bel guaio? Ha ucciso Riccardo! Ucciderà anche l'admin di Acl e conquisterà due mondi! Per colpa tua- disse Ginevra con odio.
-Non dare a me la colpa della tua debolezza, ho solo perso un fermacarte, posso comprartene un altro su ebay quando vuoi- duca.
-Ma a me serviva quello!- Ginevra.
-Sei troppo difficile, fino a un momento fa neppure sapevi della sua esistenza. La Maremma è una vecchia amica di famiglia, da piccola giocavamo con gli aquiloni insieme. Beh, per la verità a me piaceava rincorrerli, ci hanno fatto anche un libro, "il cacciatore di aquiloni". Poi i miei genitori decisero che non dovevamo più frequentarci. Aveva iniziato a dare fuoco ai giochi degli altri bambini, e da grande ora è diventata una dea che vuole conquistare i mondi, eccetera, eccetera, e tanta altra roba noiosa che solo a voi può interessare- duca.
Tommaso Giovanni si avvicinò alla statua di pietra di Riccardo.
-Eh- sospirò.
-Che tecnica era quella?- chiese la fiorentina.
-Quella con cui l'ha pietrificato? E' il potere della Maremma, ogni divinità ne ha uno in verità; l'Un ad esempio governa l'Arte del Pedobear, la usò a casa tua per farti fuggire da tuo padre. Questo è l'"Un-Due-Tre stella toscano"- duca.
-Quando ci giocavo da piccola nessuno è mai diventato di pietra- Ginevra.
-Ne sei sicura? E tutti gli gnomi da giardino? Secondo te la gente li compra così?- duca.
-E' vero! Ma allora una volta erano vivi, nono sono dei semplici pupazzi...- Ginevra.
-Esattamente. Ad ogni modo, questa è la tecnica della Maremma, basta toccare prima tre volte l'avversario, e alla quarta diventa di pietra. Per sempre- duca.
-Ennò per sempre- protestò Ginevra.
-In effetti hai ragione, ma potresti considerarlo morto per evitare spiacevoli ripercussioni emotive- duca.
-Come si fa a farlo tornare com'era prima?- Ginevra.
-Usa una mia foto, shock anafilattico e via la roccia- Giulia Coco.
-Dai, seriamente, lo so che le tue foto sciolgono i sassi- Ginevra.
-Metti la statua vicino allo Yeti e preghi il dio Azteco Queztalcoatl. Testato personalmente, riporta in vita la gente pietrificata- Giacobbo.
-Questo mi piace di più, è anche più facile da realizzare- Ginevra.
-Sì, peccato che non esistano nè lo Yeti nè Queztalcoatl. Io credo solo nei Corvisanti- duca.
-Zitto! Zitto!- urlò Giacobbo correndo via mentre piangeva.
-Ad ogni modo, Riccardo tornerà in vita solo se la Maremma verrà sconfitta- duca.
Ginevra fissò la statua dell'amico.
-Puoi aprire un portale per Animalcrossinglife?- chiese.
-Ho soldi, tesori, grazie divine all'occorrenza; posso fare tutto quello che vuoi- duca.
-Puoi battere un fiore a prato fiorito? Puoi far diventare famosa la sezione della star road sul forum?- Ginevra.
-Toglierei obiettivi decenti da raggiungere a buona parte dell'umanità- concluse il duca facendosi portare da un servo la prima uscita del nuovo fascicolo mensile "monta anche tu un portale dimensionale, ma fatti assistere da un adulto!"
Ginevra si avvicinò ad una finestra, in parte triste, in parte rianimata dalla nuova speranza.
Si poteva aprire un altro portale. Non tutto era perduto.
-Dov'è quel dannato pescarese nell'unico momento in cui davvero potrebbe servirmi- mormorò.
Perdonatemi anticipatamente eventuali errori di battitura, non so neanche io come stavo quando li ho trascritti, li correggerò se segnalati
Commenti graditi.
Ricordo che sono i due capitoli di chiusura della vecchia parte, per i nuovi c'è ancora un po' da aspettare.


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