La Morte non capì molto di quello che accadde; non che fosse la prima volta che Simone non riuscisse a comprendere qualcosa: ad esempio, sul forum, all'epoca del passaggio ad ipb3 non era riuscito a capire come Fabio fosse riuscito, al 90% del processo completato, a farlo tornare indietro fino al 20% senza toccare nulla, con molti testimoni presenti. E il passaggio era riuscito lo stesso, nonostante Fabio non credesse nè in Dio nè nella provvidenza divina.
Ecco, in questo caso più o meno lo stupore fu lo stesso.
Tutto era diventato d'argento attorno a lui, con un vento feroce che lo sferzava; se avesse venduto qualsiasi cosa durante quell'offensiva, sarebbe diventato ricco, ammesso che riuscisse a spacciarla per autentico argento. Poi le diecimila lame, che avrebbero potuto ucciderlo facilmente (provando che, volendo, con un po' di impegno, si può uccidere anche la Morte), avevano colpito tutte assieme la falce, che aveva smesso di brillare e non era riuscita a lanciare il suo attacco più potente. A casa, comunque, voi non fatelo, dato che i personaggi di questo racconto si sono allenati per farsi male con stile.
Karitori-ki si spezzò nella stretta sconsiderata del proprietario, mentre Simone restava in piedi ad osservare suo fratello che cadeva in ginocchio; non era ferito, ma il potere rilasciato dalla forma finale di demoderatore era sparito, e lui era tornato ad essere l'Alessio di sempre, quello demente, traditore e aspiratore di "c".
Neanche una gran bellezza, ma era una questione relativa; più che altro non si scoprì mai perchè fosse caduto a terra quello con meno ferite e l'altro invece, che aveva usato mezzo milione di tecniche, era rimasto in piedi. Forse in realtà aveva delle calamite nelle scarpe e sotto il giardino del Duca di Corvosanto c'era una miniera di ferro, e in questo modo riusciva a non cadere.
Simone corse da lui, per quel che poteva permettersi di correre, con la tunica lacerata, piena di sangue, cosa che gli fece pensare che invece di marrone avrebbe dovuto comprarla direttamente rossa, ma dato che era tirchio e che quella che indossava attualmente costava meno il risultato era stato scontato. Senza pensarci due volte tirò un calcio in testa ad Alessio, che si portò le mani al capo biascicando lamenti.
-Ahia, ma cos'è, sei scemo?- mormorò.
-Io? Lo chiedi a me? Chi dovrebbe essere lo scemo, se potevi vincere facilmente ormai? Perchè non mi hai ammazzato?- Simone.
-Simò...- Alessio.
-Cosa?- Simone.
-Stai piangendo- Alessio.
-BUHAHAHAHAHHAHAH- mondo in coro. Se bevi San Pellegrino sei fuori dal coro, quindi non fai parte del mondo e ritieniti escluso da questa risata generale.
-Dovevi per forza dirlo così ad alta voce?- Simone.
-No, no...- rispose lui inoltrando sms a tutta la rubrica per rovinargli la reputazione; -ops, credito esaurito-.
-Anche io sono esaurito, perchè non mi hai ucciso? Non dire che l'hai fatto per salvarti, perchè o colpivi me, o colpivi la falce, comunque ti saresti salvato dato che l'attacco numero uno di Karitori-ki non sarebbe mai partito. La falce e il possessore sono collegati, lo sai- Simone.
-Vero, potevo colpire te e non la falce... così mi sarei salvato e in più ti avrei ucciso- ammise Alessio.
-E perchè diavolo hai distrutto la mia amata falce allora? Riposi in pace, nei secoli dei secoli!- esclamò la Morte abbassando lo sguardo mentre le lacrime cadevano a terra ad innaffiare l'erba massacrata dalle lame di Alessio (una bella immagine, se ci pensate, ma voi non ci pensate ovviamente); -perchè non mi hai ucciso...-
-Beh, non ci ho pensato- Alessio.
-E dovrei crederci?- Simone.
-Ginevra ci crederebbe- Alessio.
-Mi stai dando della Ginevra?- Simone.
-Non mi permetterei mai- Alessio.
-Ehi!- si lagnò Ginevra per telefono.
-Ti stiamo elogiando!- mentirono entrambi.
-Ah, ok- rispose lei credendoci, lusingata.
Il luogotenente della Maremma si alzò in piedi un po' ammaccato.
-Maremma, non Maremma, sei sempre mio fratello, no? Però non ci avevo pensato. Cioè, ci ho pensato dopo. Le questioni personali che abbiamo alle spalle sono spiacevoli, certo, ma eravamo addirittura arrivati a farci la guerra- Alessio.
-Le raccomandazioni contano- rispose Simone sorridendo.
-Non è quello. E' che, beh, ho capito tutto quando ci siamo urlati contro quelle cose- Alessio.
La Morte chinò lo sguardo sulla lama spezzata, come se già non lo ascoltasse più.
-Era quasi nuova...- mormorò.
-Ancora? Ma mi stai ascoltando?- Alessio.
-Eh, ah, sì- Morte.
-Eh + ah = EAH!- esclamò Leenk del forum imitando Link.
-Abbiamo fatto entrambi degli errori. Tu non sei stato certo il migliore dei fratelli, ma io ho fatto di peggio. Forse il peggio è stato non ucciderti ora che ne avevo la possibilità, ma questo lo vedremo in seguito- spiegò strappandosi dalla veste il simbolo che indicava il suo rango di luogotenente (niente di incredibilmente affascinante, il disegnino di un bambino felice che diceva "Luogotenente della Maremma, entra nel club"); -io mi sono alleato con il nemico-.
-Credevo ci tenessi a far dominare il mondo alla Maremma- Simone.
-Amen, a me importava ucciderti, e ora non ho più niente a che vedere con lei. A Ginevra, poi, le ho rovinato l'infanzia, sono stato un padre da quattro soldi- Alessio.
-Rovinato l'infanzia? Diciamo che io ti ho dato una mano, allora; io, assieme a Riccardo. Ma ad ogni modo, se la sarebbe rovinata da sola, sembra la campionessa mondiale in questo sport- Simone.
-L'attacco che ho usato, il Ventargento dalle diecimila lame...- iniziò a spiegare Alessio.
-Veramente, anche se ero un po' in estasi diabolica quando lo hai usato, si chiamava "le diecimila lame del ventargento"- Simone.
-... si, comunque, dicevo, quell'attacco è come il pulsante eject di un aereo- Alessio.
-Ovvero, ti fa fare un salto col paracadute senza ritorno?- Simone.
-No. Se usi un pulsante simile, perdi l'aereo. In questo caso, si perdono tutti i propri poteri- Alessio.
-Insomma, non sei più un demoratore- Simone.
-Già, ma non sono neanche un moderatore. Sono solo Alessio- Alessio.
-Non dirlo come se fosse la prima di settecento puntate di un cartone animato che si vuole seguire con passione. Non è poco. E poi, senza la falce, neanche io posso combattere- Simone.
-Certo che l'Un ti ha dato un potere comprato dai cinesi; se si rompe l'arma, è inutilizzabile- Alessio.
-Veramente sul libretto di istruzioni c'era scritto che Karitori-ki era indistruttibile...- Simone.
-Tu lompi falce fatta in Cina, lei non tolna più com'ela plima- spiegò un cinese.
-I cinesi fanno di peggio; ma allora, come ho fatto a rompertela?- Alessio.
-Che ne so; come se io ti chiedessi, "come ha fatto Giulia Coco ad avere dei fidanzati"?- Simone.
-Ma non ti illustra le cronache quella povera ragazza che stai sempre a torturare?- Alessio.
-E' anche sottopagata, se è per questo, ma lasciamo perdere- Simone.
-Veramente ne riparliamo in privato- Giulia Coco spuntando da dietro una roccia del giardino.
Vedendola per un istante in qualità di comparsa, l'ex luogotenente della Maremma si chiese se cinquecentonovantanove dei fidanzati di Giulia soffrissero di miopia acuta e il rimanente fosse parte del gruppo dei Tokio Hotel.
-Mi dispiace di averti incolpato per la morte di Roberta; in realtà so come sono andati i fatti, non... - provò a dire Alessio.
La Morte lo fulminò con lo sguardo.
-Dicevo- cambiò immediatamente discorso lui, -ti auguro di sconfiggere la Maremma, e comunque un giorno ci affronteremo di nuovo perchè questo lo reputo un pareggio-.
-Tu non vieni? In quattro saremo più forti!- Simone.
-Ti ricordo che ora io e te siamo praticamente disabili- Alessio.
-Ah, già- Simone.
Alessio de Bellucci prese il cellulare e se lo portò all'orecchio.
-Cosa fai ora?- chiese Simone.
-Sicuramente non un piercing artigianale, chiamo la Maremma e le dico che mi licenzio- Alessio.
Dopo mezzo minuto di una chiamata alquanto turbolenta, gettò a terra il cellulare.
-Beh?- Simone.
-Non mi passa lo stipendio questo mese- Alessio.
-Ma se facendo l'elemosina davanti alla villa del Duca hai guadagnato una fortuna!- si spazientì Simone.
-Sì, e trasformandomi le lame hanno bucato tutte le banconote, grazie tante- Alessio.
-Spacciale per soldi atlantidesi- suggerì la Morte.
Senza ascoltarlo, Alessio iniziò a salire su un albero, rischiando di rompersi il collo otto volte, ed era solo un piccolo arbusto di mezzo metro.
-E ora che fai?- chiese Simone.
-Bird-watching- spiegò Alessio.
-In un giardino e da un arbusto di mezzo metro?- Simone.
-Alessio, c'è un luogo e un momento per ogni cosa, ma non ora- Professor Rowan masticando un Turtwig.
-To', un'allodola!- esclamò l'amico sull'albero indicando lontano.
-Allora, non vieni davvero?- insistette la Morte.
Alessio de Bellucci si voltò a guardarlo seduto su un ramo dell'albero.
-Fino a mezz'ora fa ero uno dei migliori guerrieri al servizio della Maremma. Pensi che ora possa venire a spasso con te come se niente fosse accaduto?- Alessio.
-Tranquillo, la gente non penserà male- Simone.
-Troppo tardi- lo avvertì un servitore che passava di lì.
L'ex luogotenente sficcò dal tronco dell'albero la sua spada Stray, dicendo: -Ah, ecco dov'era finita, meno male che è ancora intera almeno questa-, poi la puntò contro il fratello.
-ora sono un guerriero senza capitano, un mercenario- Alessio.
-Come su flyff, abbiamo qualcosa in comune- Simone.
-Su flyff io ero quello che cura, come si chiamava?- Alessio.
-Sfigaplayer- Simone.
-No, "assist"- Alessio.
-Eh, un po' di assistenza ti ci vorrebbe- Simone.
-Un giorno, ci affronteremo di nuovo e non sarà una partita a briscola...- Alessio.
-Oh- fece Simone deluso gettando il mazzo di carte.
-... e questa volta il vincitore sarà uno solo!- Alessio.
-Ne resterà soltanto uno!- Highlander l'immortale.
-Uno vivrà, l'altro cadrà- Capo dei Transformers.
-Ti sei fissato ormai- rispose la Morte girando sui tacchi, ovvero posando a terra un paio di scarpe coi tacchi, salendoci sopra e iniziando a girare su se stesso.
-Riguardo il passato... - tentò di finire chinando lo sguardo; ma Simone saltò sull'albero, gli ficcò una pietra, una talpa e i tacchi in bocca mormorando: -Basta con questa storia, perdonami e io ti perdonerò. Questo è quanto, ed è quanto basta-
Poi saltò giù e corse verso l'entrata della villa del Duca di Corvosanto, mentre il fratello Alessio era alle prese con il servitore che gli aveva creato dei problemi poco prima.
-Scenda da lì- lo esortò quello.
-No- rispose secco Alessio.
-Dai- servitore.
-No- Alessio.
-Guarda cos'ho?- lo tentò mostrandogli un action figure di Rukia, tratta direttamente dal manga di bleach.
L'ex luogotenente iniziò a sbavare creando una piccola cascata di saliva, ma non si mosse.
-Ce l'ho già. E poi, che vuoi?- Alessio.
-Devi pagare i danni del macello che avete combinato- servo.
-Mettili sul conto della Dea della Maremma- Alessio.
Poi pensò alla Maremma che riceveva quell'avviso di pagamento e al suo esercito che gli si presentava sotto casa per ammazzarlo.
-No, meglio di no- si corresse.
-Allora paga tu! Il suo occhio si estende per miglia e miglia- servo.
Alessio de Bellucci saltò giù dall'albero pensando a Sauron che ordinava una lente a contatto dall'ottico, e all'ottico che si impiccava la sera stessa; lanciò le banconote guadagnate (o forse sarebbe il caso di dire "supplicate") quel giorno al servo, esclamando: -Prendi, basteranno!-
-Sono tutte bucate!- protestò il servo.
-Io non bado alla loro vita, se si drogano fatti loro-; poi entrò dalla stessa porta della villa che aveva preso la Morte, dopo aver provato ad usarne altre tre e aver sbattuto violentemente la testa scoprendo che erano solo porte dipinte.
-Non finisce qui!- gli urlò dietro il servo. Poi fissò le banconote bucate, pensando che l'ultima volta che era stato ad Atlantide ne aveva viste di identiche; quindi in fondo il consiglio di Simone di spacciarle per tali rivolto al fratello non era del tutto da ignorare.