• pallinoStray
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CapòH (マフィアデュオ)
Violento i bambini
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Who Is • Stray?
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[IMG]http://i556.photobucket.com/albums/ss1/_astral_san_/Artfolio/LostDimensionBanner1.png[/IMG]
Stray; nickname usato da un "giovane" ragazzo di nome Alessio.
Nasce il 17 Novembre, a Firenze; ore 12.47, e fino ad ora è sempre vissuto nella stessa città.
È una persona strana; chi non lo conosce potrebbe definirlo strano, asociale, un po' pessimista e restio ad aprirsi agli altri; se lo si conosce un po' meglio, invece, si trova una persona aperta, disponibile, con non troppe qualità ma non pochi difetti; sa ascoltare la gente, cerca sempre di aiutarla, anche se lui stesso ha problemi più o meno gravi, ne sente il bisogno. Simpatico e allegro, gli piace essere circondato dagli amici, non troppi, quelli giusti e sinceri; ma ha anche un carattere piuttosto particolare.
Da aperto e simpatico, può passare a introverso e scontroso in men che non si dica; vendicativo, testardo e orgoglioso, difficilmente ammetterà di aver torto su qualcosa; ma lo lascia a capire.
Ama la tranquillità e il silenzio; non riesce a stare troppo a lungo immerso nella confusione, sia che si trovi in casa che con i suoi amici. Ama star solo a pensare, o più semplicemente a lasciar divagare la mente, permettendole di andare dove essa vuole, senza un controllo preciso.
Ama la lettura e la musica, e spesso abbina le due cose insieme, concedendosi ampi lassi di tempo in cui si diletta a leggere ascoltando musica dei più vari e disparati generi.
Non si definisce, ne si rispecchia in nessun gruppo; non è metallaro, nè truzzo, nè altro. Si definisce semplicemente se stesso. Odia le mode, non segue uno stile preciso, ma si veste come più gli va a genio.
Ha non troppi amici; ma quelli che ha, conosciuti in età non troppo giovane, sono i più cari; con loro si sente a proprio agio.
Grande sognatore, ha visto realizzarsi tanti sogni quanti infrangersi; il più importante, che ancora coltiva, è quello di diventare cardiochirurgo.
Ama gli animali, ne ha diversi in casa; ama leggere manga e guardare anime. Gli piacciono i telefilm, nonostante guardi poco la televisione.
Pochi riescono a capirlo e sopportarlo, ma a quei pochi cede e offre parti di sé, rimanendo a volte fregato, ma nella maggior parte dei casi, crescendo e imparando dal reciproco rapporto.
Nasce il 17 Novembre, a Firenze; ore 12.47, e fino ad ora è sempre vissuto nella stessa città.
È una persona strana; chi non lo conosce potrebbe definirlo strano, asociale, un po' pessimista e restio ad aprirsi agli altri; se lo si conosce un po' meglio, invece, si trova una persona aperta, disponibile, con non troppe qualità ma non pochi difetti; sa ascoltare la gente, cerca sempre di aiutarla, anche se lui stesso ha problemi più o meno gravi, ne sente il bisogno. Simpatico e allegro, gli piace essere circondato dagli amici, non troppi, quelli giusti e sinceri; ma ha anche un carattere piuttosto particolare.
Da aperto e simpatico, può passare a introverso e scontroso in men che non si dica; vendicativo, testardo e orgoglioso, difficilmente ammetterà di aver torto su qualcosa; ma lo lascia a capire.
Ama la tranquillità e il silenzio; non riesce a stare troppo a lungo immerso nella confusione, sia che si trovi in casa che con i suoi amici. Ama star solo a pensare, o più semplicemente a lasciar divagare la mente, permettendole di andare dove essa vuole, senza un controllo preciso.
Ama la lettura e la musica, e spesso abbina le due cose insieme, concedendosi ampi lassi di tempo in cui si diletta a leggere ascoltando musica dei più vari e disparati generi.
Non si definisce, ne si rispecchia in nessun gruppo; non è metallaro, nè truzzo, nè altro. Si definisce semplicemente se stesso. Odia le mode, non segue uno stile preciso, ma si veste come più gli va a genio.
Ha non troppi amici; ma quelli che ha, conosciuti in età non troppo giovane, sono i più cari; con loro si sente a proprio agio.
Grande sognatore, ha visto realizzarsi tanti sogni quanti infrangersi; il più importante, che ancora coltiva, è quello di diventare cardiochirurgo.
Ama gli animali, ne ha diversi in casa; ama leggere manga e guardare anime. Gli piacciono i telefilm, nonostante guardi poco la televisione.
Pochi riescono a capirlo e sopportarlo, ma a quei pochi cede e offre parti di sé, rimanendo a volte fregato, ma nella maggior parte dei casi, crescendo e imparando dal reciproco rapporto.
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~ cieco chi guarda il cielo senza comprenderlo; è un viaggiatore che attraversa il mondo senza vederlo; è un sordo in mezzo ad un concerto. • camille flammarion •
~ una distanza materiale non potrà mai separarci davvero dagli amici. se anche solo desideri essere accanto a qualcuno che ami, ci sei già. • richard bach •
~ when violet eyes get brigher, and heavy wings grow lighter, i'll taste the sky and feel alive again. • owl city - vanilla twilight •
...
~ i'd like to make myself believe that planet Earth turns slowly. it's hard to say that i'd rather stay awake when i'm asleep, 'cause everything is never as it seems. • owl city - fireflies •
~ because of you, i never stray too far from the sidewalk, because of you, i learned to play on the safe side so i don't get urt, because of you i find hard to trust not only me, but everyone around me, because of you, i am afraid. • kelly clarkson - because of you •
~ i'll spread my wings and i'll learn how to fly, i'll do what it takes til' i touch the sky.
and i'll make a wish, take a chance, make a change, and
breakaway.
out of the darkness and into the sun, but i won't
forget all the ones that I love. i'll take a risk, take a
chance, make a change, and breakaway • kelly clarkson - breakaway •
~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~
• Suo padre lo ascoltava come mai aveva fatto prima d'allora. E comprendeva bene quel che Bastiano diceva.
Lo interruppe solo una volta, verso mezzogiorno, per avvertire la polizia che suo figlio era tornato e che era tutto apposto. Poi preparò il pranzo per entrambi e Bastiano continuò a raccontare. Si stava già facendo sera quando Bastiano giunse con il racconto al momento in cui era arrivato alla fonte delle Acque della Vita. Gli disse anche che avrebbe voluto portargliene un po', ma che poi l'acqua gli si era rovesciata.
In cucina s'era fatto quasi buio. Il papà sedeva immobile. Bastiano si alzò e andò ad accendere la luce. E allora vide una cosa che non aveva mai visto prima di allora.
Vide delle lacrime negli occhi di suo padre.
E comprese che, sì, l'Acqua della Vita dopotutto era riuscito a portargliela. {Michael Ende - La Storia Infinita}
• Era il richiamo: Buck lo riconobbe senza ombra di dubbio. Anche lui sedette e ululò. Subito dopo uscì dalla rientranza e il branco gli si affollò intorno, odorando in modo un po' amichevole, un po' selvaggio. I capi emisero il richiamo del branco e balzarono via in direzione del bosco. Gli altri li seguirono facendo coro; e Buck corse con loro, a fianco del fratello selvaggio.
E qui potrebbe finire la storia di Buck. E qui può finire la storia di Buck. Non erano trascorsi molti anni quando gli Yeehats notarono un cambiamento tra i lupi del bosco; perché ne furono visti alcuni con chiazze brune sulla testa e sul muso e una striscia bianca che scendeva in mezzo al petto. Ma, cosa ancor più notevole, gli Yeehats raccontano di un Cane Fantasma che corre alla testa del branco. Essi temono questo Cane Fantasma, perché è assai più astuto di loro, ruba nei loro accampamenti nei crudi inverni, vuota le loro trappole, uccide i loro cani, e sfida i loro più bravi cacciatori.
Anzi, la storia diviene anche più truce. Vi sono cacciatori che non tornano più al campo e altri ve ne sono stati, trovati dai loro compagni di tribù con la gola squarciata e tracce di lupo intorno a loro, nella neve, più grandi di quelle di un lupo comune. Ogni autunno, quando gli Yeehats seguono la migrazione degli alci, vi è una certa valle nella quale non entrano mai. E vi sono donne che si rattristano quando, attorno al fuoco, si racconta come lo Spirito Malvagio abbia scelto quella valle come sua dimora.
Nell'estate, tuttavia, vi è in quella valle un visitatore che gli Yeehats non conoscono. E' un grande lupo dalla meravigliosa pelliccia, simile agli altri lupi, e tuttavia diverso da loro.
Arriva solitario dal ridente paese dei boschi e scende fino a una radura tra gli alberi. Là un rivo biondo fluisce da sacchi marciti di pelle d'alce e si disperde a terra; lunghe erbe e muschi lo ricoprono e nascondono al sole il suo giallo splendore.
E là egli rimane per qualche tempo silenzioso, ululando una volta sola, a lungo e lugubremente, prima di partire.
Non sempre è solo. Quando vengono le lunghe notti d'inverno e i lupi seguono il loro cibo nelle vallate più basse, lo si può vedere correre alla testa del branco nella pallida luce lunare o nei chiarori crepuscolari dell'aurora boreale, balzando gigantesco sopra i suoi compagni, la vasta gola mugghiante mentre canta il canto del più giovane mondo, il canto del branco. {Jack London - Il Richiamo della Foresta}
• Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.
Quand'io intesi quell'anime offense,
china' il viso, e tanto il tenni basso,
fin che 'l poeta mi disse: «Che pense?».
Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!».
{Dante Alighieri - Inferno, Canto V}
~ una distanza materiale non potrà mai separarci davvero dagli amici. se anche solo desideri essere accanto a qualcuno che ami, ci sei già. • richard bach •
~ when violet eyes get brigher, and heavy wings grow lighter, i'll taste the sky and feel alive again. • owl city - vanilla twilight •
...
~ i'd like to make myself believe that planet Earth turns slowly. it's hard to say that i'd rather stay awake when i'm asleep, 'cause everything is never as it seems. • owl city - fireflies •
~ because of you, i never stray too far from the sidewalk, because of you, i learned to play on the safe side so i don't get urt, because of you i find hard to trust not only me, but everyone around me, because of you, i am afraid. • kelly clarkson - because of you •
~ i'll spread my wings and i'll learn how to fly, i'll do what it takes til' i touch the sky.
and i'll make a wish, take a chance, make a change, and
breakaway.
out of the darkness and into the sun, but i won't
forget all the ones that I love. i'll take a risk, take a
chance, make a change, and breakaway • kelly clarkson - breakaway •
~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~
• Suo padre lo ascoltava come mai aveva fatto prima d'allora. E comprendeva bene quel che Bastiano diceva.
Lo interruppe solo una volta, verso mezzogiorno, per avvertire la polizia che suo figlio era tornato e che era tutto apposto. Poi preparò il pranzo per entrambi e Bastiano continuò a raccontare. Si stava già facendo sera quando Bastiano giunse con il racconto al momento in cui era arrivato alla fonte delle Acque della Vita. Gli disse anche che avrebbe voluto portargliene un po', ma che poi l'acqua gli si era rovesciata.
In cucina s'era fatto quasi buio. Il papà sedeva immobile. Bastiano si alzò e andò ad accendere la luce. E allora vide una cosa che non aveva mai visto prima di allora.
Vide delle lacrime negli occhi di suo padre.
E comprese che, sì, l'Acqua della Vita dopotutto era riuscito a portargliela. {Michael Ende - La Storia Infinita}
• Era il richiamo: Buck lo riconobbe senza ombra di dubbio. Anche lui sedette e ululò. Subito dopo uscì dalla rientranza e il branco gli si affollò intorno, odorando in modo un po' amichevole, un po' selvaggio. I capi emisero il richiamo del branco e balzarono via in direzione del bosco. Gli altri li seguirono facendo coro; e Buck corse con loro, a fianco del fratello selvaggio.
E qui potrebbe finire la storia di Buck. E qui può finire la storia di Buck. Non erano trascorsi molti anni quando gli Yeehats notarono un cambiamento tra i lupi del bosco; perché ne furono visti alcuni con chiazze brune sulla testa e sul muso e una striscia bianca che scendeva in mezzo al petto. Ma, cosa ancor più notevole, gli Yeehats raccontano di un Cane Fantasma che corre alla testa del branco. Essi temono questo Cane Fantasma, perché è assai più astuto di loro, ruba nei loro accampamenti nei crudi inverni, vuota le loro trappole, uccide i loro cani, e sfida i loro più bravi cacciatori.
Anzi, la storia diviene anche più truce. Vi sono cacciatori che non tornano più al campo e altri ve ne sono stati, trovati dai loro compagni di tribù con la gola squarciata e tracce di lupo intorno a loro, nella neve, più grandi di quelle di un lupo comune. Ogni autunno, quando gli Yeehats seguono la migrazione degli alci, vi è una certa valle nella quale non entrano mai. E vi sono donne che si rattristano quando, attorno al fuoco, si racconta come lo Spirito Malvagio abbia scelto quella valle come sua dimora.
Nell'estate, tuttavia, vi è in quella valle un visitatore che gli Yeehats non conoscono. E' un grande lupo dalla meravigliosa pelliccia, simile agli altri lupi, e tuttavia diverso da loro.
Arriva solitario dal ridente paese dei boschi e scende fino a una radura tra gli alberi. Là un rivo biondo fluisce da sacchi marciti di pelle d'alce e si disperde a terra; lunghe erbe e muschi lo ricoprono e nascondono al sole il suo giallo splendore.
E là egli rimane per qualche tempo silenzioso, ululando una volta sola, a lungo e lugubremente, prima di partire.
Non sempre è solo. Quando vengono le lunghe notti d'inverno e i lupi seguono il loro cibo nelle vallate più basse, lo si può vedere correre alla testa del branco nella pallida luce lunare o nei chiarori crepuscolari dell'aurora boreale, balzando gigantesco sopra i suoi compagni, la vasta gola mugghiante mentre canta il canto del più giovane mondo, il canto del branco. {Jack London - Il Richiamo della Foresta}
• Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.
Quand'io intesi quell'anime offense,
china' il viso, e tanto il tenni basso,
fin che 'l poeta mi disse: «Che pense?».
Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!».
{Dante Alighieri - Inferno, Canto V}
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15 Aug 2010 - 17:14mi auguro il tuo numero civico sia il 60, perchè non ne ricordo altri! ahahahaha! (No, seriamente, SPERO sia giusto o chissà a quale altro Alessio arriverà °-°)
• Simone93
14 Aug 2010 - 12:09• GwenApple
11 Aug 2010 - 02:23• DolcePiera!
06 Jul 2010 - 22:57Leenk.
26 Jun 2010 - 19:39