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Io seguo Noragami perché l'autrice, Adachitoka, è riuscita a commuovermi alla fine del primo volume, con una piccola lettera fatta ai fan.

 

Comunque alla fine SNK e Claymore sono poco meno di 5 euro e la cosa la posso sostenere, anzi Claymore anni fa era tipo 3,20... una miseria! Però mi dispiace ma non ce la faccio a fare altro.

 

@@Alia e @@Yume come vi è passata la passione? Mi dispiace! comunque molto spesso le scan in italiano, per fortuna, si trovano anche se sinceramente la maggior parte delle volte leggo in inglese perché sono più veloci!
Non capirò mai perché anche gli scanner di lingua inglese hanno smesso di tradurre Lucky Star, maledetti.

 

@@Romestamo, fatti tentare! u.u

 

@, il manga di Soul Eater è un milione di volte migliore dell'anime, te lo consiglio alla grande se sei fan della serie : )

 

 

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Io seguo Noragami perché l'autrice, Adachitoka, è riuscita a commuovermi alla fine del primo volume, con una piccola lettera fatta ai fan.

 

Comunque alla fine SNK e Claymore sono poco meno di 5 euro e la cosa la posso sostenere, anzi Claymore anni fa era tipo 3,20... una miseria! Però mi dispiace ma non ce la faccio a fare altro.

 

@@Alia e @@Yume come vi è passata la passione? Mi dispiace! comunque molto spesso le scan in italiano, per fortuna, si trovano anche se sinceramente la maggior parte delle volte leggo in inglese perché sono più veloci!

Non capirò mai perché anche gli scanner di lingua inglese hanno smesso di tradurre Lucky Star, maledetti.

 

@@Romestamo, fatti tentare! u.u

 

@, il manga di Soul Eater è un milione di volte migliore dell'anime, te lo consiglio alla grande se sei fan della serie : )

Mi sono appassionata al mondo nipponico all'età di dieci anni, poi verso i diciotto mi sono stancata. Non lo avrei mai detto, eh. Forse un po' perché vedevo che ero l'unica scema a seguire/conoscere determinate opere secondo me eccelse, mentre il resto del mondo sbavava dietro alle solite due serie del caspio ritenendole meravigliose. Aumentavano i fan sfegatati, ma privi di sensibilità, a parer mio: guai a sostenere che i loro idoli in realtà non fossero alto che prodotti appositamente studiati per vendere. Ma sai com'è, quando di mezzo ci sono tette e chiappe (anche in cellulosa), non c'è niente da fare.  :sisi Poi, beh, sarà che ho cominciato ad esplorare altri Paesi con relative culture... Il Giappone naturalmente mi affascina ancora tanto, ma mi sono poi resa conto che c'è anche altro. Altri generi di fumetto, altri generi musicali, altro tutto.

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A me questa "passione" è durata ben poco, dagli 11 ai 15 probabilmente, per poi svanire improvvisamente.

Non so, anche io ho cambiato ben presto generi e mondo, per cui ho abbandonato un tassello che mi ha accompagnato per un po' ma non in modo maturo. Non nascondo che ogni tanto, solo in estate, rivedo qualche anime ma solo della mia infanzia, per una questione di emozioni <3

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@@Yume ora però sono curioso! di quali opere parli?

Non nascondo che questa domanda mi ha invitato a rispolverare una parte di me... Ti ringrazio, non pensavo ne avrei parlato ancora per un po' (non che me ne vergogni o che rifiuti questi anni di "otakucismo", eh), ma ho talmente abbandonato l'argomento manga, così come chi mi circonda, che ormai non ne parlo davvero più... Ma appena penso a quelle serie che mi hanno commosso tanto in anni passati, mi tornano alla memoria innumerevoli immagini, ed emozioni. Quindi, grazie. :)

Ciancio alle bande, ho amato alla follia quasi ogni singolo manga di Kaori Yuki. La prima sua serie ad avermi rapito i neuroni è stata God Child (mioddìo, da quanto non scrivevo questo nome... Ed è ancora in grado di farmi sospirare!). Sfortunatamente mi manca il primo numero, essendo un manga di anni ed anni fa (anni '90, penso, ma non vorrei dire idiozie e no, mi rifiuto di cercare su Wikipedia). Lo stile di disegno della Yuki, nonché l'atmosfera macabra in cui è immerso il racconto, mi hanno subito affascinato, tanto che, abituata al (ai tempi) "eterno & interminabile" Inuyasha, come ho visto che la serie terminava senza neanche aver lontanamente sfiorato i 15 numeri, stavo per dare fuoco al palazzo. Sì, insomma, sulle prime non accettai il fatto che una serie così coinvolgente potesse durare così maledettamente poco, ma con l'aiuto di tonnellate di Valium ho poi compreso che non poteva essere meglio di così, e che anzi, mi sarei incazzata parecchio se la storia fosse proseguita ad oltranza nella banalità e nella mancanza di idee più totale, come appunto stava accadendo al buon vecchio Inuyasha (che poi, povero, fino al numero 32, con l'arrivo dei Sette Mercenari, era una serie di tutto rispetto pure la sua: i primi venti numeri, mamma mia!, mi avevano letteralmente ipnotizzato. E' stato il mio primo manga, e non lo dimenticherò mai. Però, minchia, dal 35 in poi lo avrei fatto detonare).

Tornando alla Yuki, dopo aver scoperto il suo talento, ho dato fondo ai risparmi per procurarmi altre sue opere. Tendenzialmente predilige gli one shot o comunque racconti brevi (come Favole Crudeli, un nome, un programma), anche se il Conte Cain protagonista di God Child compare spesso in più serie, anche se intitolate ciascuna in modo diverso. Eccezione è rappresentata dall'opera più celebre della Yuki, Angel Sanctuary. Supera di poco la ventina di numeri e, ahimé, me ne manca qualcuno (ovviamente il primo, il secondo e qualcosa come il tredici, se non sbaglio. Fumetteria, I hate u). Come per God Child ed altri della Yuki, diffidate dall'etichetta "shojo", perché non c'entra una mazza. Ok, va bene, i protagonisti si amano, ma non venirmi a dire che è uno shojo perché ti prendo a manganellate nelle gengive! I manga della Yuki mi piacciono proprio perché hanno tanto di quel sangue e tanta di quella viulensa che metà basterebbe (senza escludere questa sua morbosa passione per strumenti di tortura ed affini). Forse lo chiamano "shojo" per lo stile di disegno, femminile ed affilato? Mah, non lo scopriremo mai.

Opere shojo della Yuki, comunque, ce ne sono (ovviamente one shot): è il caso di Boyx Next Door (yaoi, ai tempi andavo pazza per questo genere  :asd) e Il Club dei Vampiri. Quest'ultimo aveva una idea carina di fondo, ma penso che non sia stato realizzato in modo efficace come i suoi fratelli (non è così incisivo, insomma, ma è una lettura piacevole).

Ricapitolando, della Yuki ho amato e supermegamato: God Child, Angel Sanctuary, Favole Crudeli. Questi sono i titoli che consiglio più di tutti, il resto è comunque consigliato (ha pubblicato trecentomiliardi di manga).

Ora è il turno della Ai Morinaga, di cui consiglio Un Segreto x 2. Sì, lo so, titolo dimmerda, dà proprio l'idea di uno di quegli shojo smielosi/pietosi/banali/insulsi. Proprio ciò che questa serie non è. Con circa una quindicina di volumi, questa serie mi ha fatto... Morire dal ridere. No, sul serio. Catalogabile come shojo per il fatto che, ok, si parla dell'amore di un ragazzo ultratimido per una sua compagna di classe scontrosa e violenta, dimenticate i soliti manga d'ammore: qui si ride forte, e parecchio. E' esilarante e (grazie a Budda) lo stile di disegno è molto apprezzabile. Della Morinaga consiglio anche Club Paradiso, anche se mi duole ammettere che è un po' una copia di Un Segreto x 2: molte dinamiche al suo interno sono le stesse, tanto che, per quanto divertente e piacevole da leggere, si avverte comunque quella patina di déjà-vu (almeno, per chi ha letto la prima serie in questione).

E queste sono le "opere ignote" che nessuno si fila manco di striscio (ok, la Yuki un pochetto è nota, ma solo per Angel Sanctuary, solitamente).

Poi, va beh, il mio first love cartaceo, come dicevo, è stato Inuyasha, che non ha bisogno di tante presentazioni. I primi dieci numeri sono spettacolo, dal dieci al venti ancora ci stiamo dentro, dal 32 in poi la nnnoia. Ed è stato con Kaori Yuki che ho cominciato a comprendere la bellezza delle serie che terminano nel momento in cui l'autore ha terminato di dire ciò che voleva esprimere.

 

E dopo questo papiro vergognosamente lungo, torno a completare la lista di cose da mettere in valigia.  :rotfl

Edited by Yume
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Nyah, non ricordo l'ultima volta che ho comprato un manga. Sono diventata molto selettiva sulle opere che voglio in libreria e...90% sono comics. Non compro volumi di ShiKi - che iniziai anni fa e mi ha prese molto, abbastanza da volerlo leggere tra le mie mani e completare la collezione - da più di un anno non avendone la possiblità fisica. Nell'ultima fiera in cui sono stata neppure ne trovai i volumi che cercavo.

Per il resto, non leggo molti manga. Leggo scans se mi capita di leggere un titolo interessante mentre perdo tempo sul web, null'altro.

Btw, ho in programma di comprare tutti i volumi disponibili di Toradora, ma è per collezionismo: ne posseggo i volumi in lingua originale, degli artbooks, e lessi le scans in inglese.

Per il resto, non so. Non mi interesso a molto, né posseggo la voglia di cercare ciò che mi interessa, che un vero collezionista dovrebbe -forse- avere.  :__:

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  • 4 weeks later...

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